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Il primo obbiettivo della mostra “Cari volti di casa mia” è quello di rendere omaggio a Silvestro Lega, a cui la città di Modigliana si onora di avere dato i natali. Egli è stato uno dei più grandi pittori dell’800 italiano ed europeo e ha anche lasciato alla storia dell’arte uno straordinario esempio di eccezionale coerenza ai principi ed ai valori etici e politici, a cui era stato educato negli ambienti liberali e progressisti della terra natale. Essi infatti, insieme con l’amore per la pittura, erano diventati ragione della sua vita. Già personalità di successo nella pittura accademica, non esitò ad abbandonarla per seguire l’incerto sentiero della scoperta del vero; per tutta la vita fu un “eterno viatore” alla conquista di sempre nuovi traguardi; nel 1848 partì volontario per la guerra, ma non seguì nel ’59 gli amici artisti, perchè sentiva traditi i suoi ideali repubblicani; non cedette mai alle mode, al gusto imperante ed alle richieste dei mercanti, anche se questa scelta lo condannò a delusioni, sofferenze e precarietà.intro4 Il secondo obbiettivo è quello di dimostrare e far conoscere lo stretto legame che il pittore, nonostante abbia trascorso la maggior parte della sua vita a Firenze, mantenne sempre con la sua terra d’origine. Fu un vincolo così forte e sentito che questa per lui costituì il “luogo del cuore” dove tornare a far rinascere le illusioni, a consolidare le convinzioni, a curare le ferite dell’anima, a riposare lo spirito stanco e deluso. Le opere esposte, insieme ad altre che non ci è stato possibile avere, dimostrano i frequenti, costanti rientri del pittore a Modigliana e anche quanto le soste, nel paese e nella vicina Tredozio, abbiano contribuito a stimolare le “svolte” nel suo complesso iter pittorico. Lega è un artista solitario, che compie autonomamente le sue scelte, i suoi aggiornamenti, le sue conversioni, anche se il contesto culturale ed i compagni pittori hanno certamente fornito sollecitazioni e nuove idee.

Già durante il lungo tirocinio, effettuato a Firenze presso l’Accademia di Belle Arti, la scuola di Luigi Mussini e quella di Antonio Ciseri, il giovane Silvestro sperimenta a Modigliana le abilità acquisite eseguendo, per amici e conoscenti, diversi ritratti che utilizzano formule derivate dai suoi maestri in Accademia, ed attestano una ancora presente dipendenza dal purismo mussiniano.

Negli anni 1856 e ’57, mentre a Caffè Michelangelo (Firenze) c’è un grande fervore di rinnovamento (da cui nascerà “la macchia”) a seguito delle novità, portate da Morelli, Altamura e De Tivoli, reduci dall’Esposizione di Parigi, Lega è al paese a dipingere, ospite forse della sorella Eleonora (visto che i genitori sono entrambi deceduti) o di amici, anche di Tredozio. Fra questi ultimi c’è il Dott. Giuseppe Fabbroni, che gli ha commissionato i ritratti dei tre componenti adulti della sua famiglia. La conoscenza di queste opere (sparite dopo la mostra di Modigliana nel 1926 e ricomparse nel 2015, nell’esposizione a cura di G. Matteucci e S. Balloni a
Viareggio) ha consolidato la convinzione che, nell’isolamento delle sue colline, il pittore compie la prima, significativa revisione del suo passato accademico- purista e si evolve verso una nuova sintesi espressiva ed una maggiore penetrazione psicologica, che trovarono la loro più alta espressione nel “Ritratto di Ettore fanciullo”. 

intro1Quando, nel giugno 1870, il destino gli inflisse il colpo più duro della sua travagliata esistenza, privandolo della donna amata e di tutto un mondo di sodalizi e di consuetudini, l’amica famiglia Cecchini gli offrì ospitalità e calore. Ma solo lontano dalla città, da cui peraltro ha sempre cercato di fuggire (andando a Piagentina, a Bellariva ed al Gabbro) a “casa sua”, Silvestro sa di poter rimarginare le ferite, ritrovare l’equilibrio e riprendere il cammino dell’arte.
Nel contatto con gli amici di sempre, nella quiete del “Convento” (la casa dei Fabbroni), nella calda luce del suo cielo e negli accesi colori dei suoi paesaggi, Silvestro apre un nuovo capitolo della sua attività pittorica, attraverso una sofferta ricerca: dei turbamenti e delle inquietudini di questa sperimentazione, sono testimonianza le tele dipinte all’interno del “Convento” e soprattutto “Paesaggio romagnolo”.

intro2

Nei primi anni ’80 quando, dopo un lungo periodo di depressione, Lega ha ritrovato serenità ed entusiasmo nel cenacolo di Bellariva, nelle osterie della Sora Zaira e del Volturno, che lo mettono in stretto contatto con le giovani generazioni, Lega non dimentica Modigliana. Ciò è comprovato da 

numerose opere eseguite in quegli anni al paese, come vari disegni, un’immagine della Tribuna, il “Ritratto di Domenico Samorì”, il “Ritratto di Don Giovanni Verità”, la “Casa di Don Giovanni Verità”, “Vecchia strada per Faenza” ed altri. Alcuni dipinti, come “Donna sull’aia” e “Strada di Modigliana e Monte Violano”, evidenziano elementi stilistici riconducibili a quelli dell’ultima stagione al Gabbro, fase che comprende gli anni successivi al 1885.

Si può ritenere quindi che il nostro pittore sia “tornato a casa” per dipingere anche nell’ultimo decennio, già anziano e malato, ma con sempre vivo il desiderio di rivedere il luogo del cuore.

Alba Maria Continelli 

Dove e Quando

MODIGLIANA (FC)

Sala P. Alpi (Ex Chiesa di S. Rocco) Piazza Pinerolo

dal 14 MAGGIO al 17 SETTEMBRE 2017

Orari

Domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Giorni feriali su appuntamento :

Tel. 0546.949515

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